Il materiale librario

Ai 1331 tomi della donazione, corrispondono un migliaio di titoli: le opere in piú volumi sono numerose e complete, fatto piuttosto raro nelle biblioteche private. Le date di pubblicazione rientrano in grande maggioranza nel periodo 1750-1850, ma con diversi esemplari piu'; antichi. Questa e' una biblioteca di famiglia, nella quale si distinguono gli interessi dei membri vissuti in eta' e in climi culturali diversi. La lingua prevalente, forse anche rispetto all'italiano, e' il francese, grazie anche alle numerose traduzioni da altre lingue, specie dall'inglese. Non ci sono libri in ebraico, che forse la famiglia dei donatori preferi' tenere per se'. Sono numerosi e di grande interesse, perche', i segni specifici dell'appartenenza ebraica: J. Salvador, Histoire des Institutions de Moise' et du Peuple Habreux, Bruxelles, 1830, 2a ed., testo importante non presente in altre bilioteche pisane; un'edizione veneziana del 1727 delle guerre giudaiche di Giuseppe Flavio; le storie dei Giudei di Berruyer (Parigi, 1735) e di Prideaux (Venezia, 1799); la traduzione in italiano (Livorno, 1870) de La guida degli smarriti di Maimonide. Anche la presenza nella biblioteca delle Os Lusiadas di Camoes, in portoghese (ed. 1818), rimanda ad un ambiente nel quale l'uso di tale lingua era corrente almeno fino a meta' Settecento. Soprattutto pero' la donazione attesta l'alto livello di coinvolgimento della famiglia nella cultura europea, per cui l'analisi della biblioteca, con le sue specificita', colloca idealmente i Franco nella scia di Giuseppe Attias (cfr. Lo specchio di un intellettuale cosmopolita: la biblioteca di Giuseppe Attias, in L. Frattarelli Fissher, Vivere fuori dal ghetto, Torino 2008) o di Salomone Fiorentino ( L. E. Funaro, Un sentier sparso di luce. Salomone Fiorentino fra Firenze e Livorno, Nola 2013); di quest'ultimo in particolare uno dei Franco fu allievo negli anni francesi, insieme ai Recanati, ai Padoa, ad altri giovani dell'elite ebraica livornese. Tra le opere settecentesche, si segnalano tra l'altro un Dictionnaire di P. Bayle nell'edizione Rotterdam 1720, una traduzione francese di Locke del 1799, le opere complete di De La Mettrie (Amsterdam, 1793/95), il De l'Homme di Helvetius (Paris, 1793/95), Condorcet, molto Diderot. Le opere complete di Rousseau sono presenti nell'edizione parigina del 1820. La parte ottocentesca della biblioteca contiene una grande quantita' di opere storiografiche, di romanzi, di letteratura politica risorgimentale. Tra le prime si ricordano solo, tra i molti, gli scritti di Sismondi o di Michelet, numerosi volumi della "Biblioteca storica di tutte le nazioni" degli editori milanesi Bettoni e Fontana, la collezione de l'"Archivio storico italiano" di G. P. Vieusseux. La serie dei romanzi e della letteratura teatrale comincia con la Pamela di Richardson, poi W. Scott in edizione francese del 1827/28, le scrittrici S. Cottin e S. Genlis, fino al Guerrazzi e al Niccolini. La letteratura patriottica e' presente con Santarosa, Pellico, Balbo e altro. Merita una segnalazione specifica l'insieme di opere di medicina, e delle scienze naturali ad essa collegate: una serie che presenta pregevoli esemplari settecenteschi, come il trattato di chimica di Boerhaave nell'edizione parigina del 1724 o quello di Chaptal nella traduzione italiana del 1792, ma che e' ricca specialmente di opere del primo Ottocento, forse perche' si laureo' in Medicina Giacomo Franco ( 1783-1838); alcuni di questi volumi rappresentano una preziosa integrazione del grande patrimonio di opere antiche possedute dalla Biblioteca di Medicina dell'Universita' di Pisa. Si nota infine, per concludere questa sommaria presentazione della biblioteca, un persistente e variegato gusto per la conoscenza di popoli e ambienti lontani: l'edizione 1778 dei Contes et fables indi�nne di M. A. Galland, l'"inventore" delle Mille e una notte, La Relazione di un viaggio in Algeri di F. Pananti (1825), il Pr�cis de la Geographie universelle di C. Malte-Brun e J.J.N. Huot (Paris 1832/35).